Giovedì, 24 Ottobre 2019

Prassi sanitarie

Prassi Sanitarie

 

Concordate tra

 

 le scuole dell’infanzia paritarie zona 3

 

e

 

 ULLS 8

 

 

settembre 2015

 

 

 

Prassi Sanitarie

concordate tra

 le scuole dell’infanzia paritarie zona 3

e ULLS 8

 

riguardanti:

 

  1. ammissione scolastica di bambini
  2. riammissioni
  3. diete speciali
  4. “restare a casa quando si è malati “
  5. allontanamenti cautelativi
  6. somministrazione di farmaci a scuola
  7. materiale di pronto soccorso
  8. comportamento in caso di crisi convulsiva
  9. comportamenti igienico-sanitari
  10. comportamento in caso di pediculosi

 

 Si allegano:

all.n.1: “Le precauzioni universali”

all.n.2: Informativa sulla pediculosi

 

Per ulteriori approfondimenti in merito a malattie e prevenzione, si rimanda al “Manuale per la prevenzione delle malattie infettive nelle comunità infantili e scolastiche”  della Regione Veneto

 

Per interventi di Primo soccorso, all’allegato “ Primo Soccorso  cosa fare, come fare”, fascicolo prodotto dal ULSS 8

 

 

PRASSI SANITARIE PER LE SCUOLE DELL’INFANZIA

 

  1. A) AMMISSIONE SCOLASTICA

Per l’ammissione scolastica dei bambini è sufficiente la dichiarazione sostitutiva del

genitore comprovante l’effettuazione o meno delle vaccinazioni.

 

  1. B) RIAMMISSIONI

Gli alunni assenti dalla scuola per un periodo uguale o superiore a 6 giorni vengono

riammessi alla frequenza previa esibizione del certificato del Pediatra o del Medico di Base. Qualora un alunno rimanga assente per motivi familiari non deve presentare il certificato medico per riprendere la frequenza scolastica.

Dopo i periodi di vacanza, i giorni di assenza si calcolano a partire dal giorno in cui la scuola riapre; le festività infrasettimanali sono da conteggiarsi nei giorni di malattia.

Se l’assenza è dovuta a malattia infettiva soggetta a denuncia occorre il certificato di

riammissione del Pediatra o del Medico di Base anche se l’assenza è stata inferiore a 6 giorni.

Fanno eccezione le riammissioni in seguito a salmonellosi che sono effettuate dalla Pediatria.

 

  1. C) DIETE SPECIALI

La richiesta di diete speciali necessarie per motivi di salute deve essere rilasciata dal Pediatra o Medico di base, utilizzando l’apposito modulo.

L’eventuale richiesta di diete speciali per motivi religiosi o convincimenti personali non deve essere certificata dal medico.

Richiesta di dieta per motivi di salute

1) Deve essere certificata dal Pediatra del bambino, su apposito modulo, la richiesta di "dieta in bianco" e la richiesta di dieta speciale, cioè l'esclusione di

alimenti dalla dieta per allergia o intolleranza, temporanea o per tutto l'anno scolastico. Il certificato deve essere consegnato al Dirigente scolastico, che provvede a farne pervenire copia al referente per la mensa scolastica e al personale scolastico.

Presso la mensa deve essere conservata copia del certificato in visione al personale.

Qualora persista la necessità di dieta speciale, il certificato va rinnovato all'inizio di ogni anno scolastico.

2) Non è previsto il rilascio di certificazione medica per l'esclusione di alimenti non graditi al bambino. Questi problemi vanno risolti con gradualità attraverso la collaborazione tra genitori e insegnanti.

_ In ambito scolastico non è autorizzata la somministrazione di alimenti e cibi “extra”, cioè non compresi nel menù fornito dalla mensa scolastica.

 

  

Richiesta di dieta per motivi religiosi o ideologici

L’eventuale richiesta di diete speciali per motivi religiosi o legati a convincimenti personali non deve essere certificata dal medico.

In questi casi il genitore inoltra la richiesta al Dirigente scolastico e le eventuali modifiche vanno concordate tra scuola e famiglia, con l’eventuale supporto di dietologo che confermi l’adeguatezza nutrizionale delle richieste.

 

  1. D) RESTARE A CASA QUANDO SI E’ MALATI

I bambini ed il personale scolastico che manifestino febbre o sindrome influenzale

(febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, brividi, debolezza, malessere, vomito e/o diarrea) devono rimanere a casa nel proprio ed altrui interesse ed è consigliabile contattare il proprio pediatra o medico di famiglia quando i sintomi persistono o si aggravano.

I vantaggi di tale misura sono limitare il diffondersi dell’evento morboso, evitando di

contagiare altre persone, oltre che in caso ad esempio di influenza, evitare l’insorgenza di complicazioni per la persona che ne è affetta.

La riammissione alla vita di comunità è consigliabile dopo 48 ore e,comunque, non prima di 24 ore dalla scomparsa della febbre, salvo diversa indicazione da parte del medico curante.

N.B. Per la scuola materna: il bambino infortunato (portatore di gesso, con suture, bendaggi estesi..) non è ammesso a frequentare la collettività, in quanto non possono essere garantite le condizioni per la tutela delle patologie di cui il bimbo è portatore, sempre salvo altra indicazione del pediatra.

 

  1. E) ALLONTANAMENTI CAUTELATIVI E MALATTIE INFETTIVE

L’insegnante richiede alla famiglia l’allontanamento dalla scuola del bambino in presenza di malessere, febbre, pianto persistente o dolore intenso, difficoltà respiratoria, diarrea, vomito, sospetta malattia infettiva e contagiosa.

Si fa presente che, in caso si venga a conoscenza di 1 caso di malattia infettiva verificatosi nella scuola, che preveda l’adozione di misure particolari di sorveglianza e/o di profilassi per i contatti, l’ULLS  di riferimento provvederà a quanto previsto dalla normativa in materia.

 

  1. F) SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI A SCUOLA

Le Raccomandazioni per la definizione degli interventi finalizzati all’assistenza dei

bambini che necessitano di somministrazione di farmaci in orario scolastico sono contenute nelle “Linee guida” pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e Ministero della Salute in data 25.11.2005.

In sintonia con le indicazioni contenute nelle direttive sopracitate, si riassumono di seguito le modalità per la somministrazione di farmaci nelle collettività scolastiche

- presentazione di certificazione medica redatta dal medico di famiglia o medico specialista, attestante sia lo stato di malattia dell’alunno che la prescrizione specifica

dei farmaci da assumere; si sottolinea che devesi trattare di patologia importante, per la quale la somministrazione di farmaci durante l’orario scolastico risulti indispensabile;

- rilascio da parte del Pediatra,  della prescrizione specifica dei farmaci da assumere, modalità e tempi di somministrazione, posologia;

- autorizzazione da parte del Dirigente scolastico e verifica della disponibilità degli operatori scolastici in servizio, a garantire la continuità della somministrazione dei farmaci;

- disponibilità del Pediatra ad incontrare il personale scolastico e la famiglia nel

caso in cui siano necessari ulteriori indicazioni e chiarimenti.

 

  1. G) MATERIALE DI PRONTO SOCCORSO

La scuola è tenuta a disporre del materiale necessario per il pronto soccorso.

Si raccomanda che a disposizione di ogni classe/sezione sia sempre disponibile il seguente materiale: guanti di vinile, garze sterili, cerotti e Amuchina (quest’ultima si consiglia alla concentrazione del 5%).

 

  1. H) COMPORTAMENTO IN CASO DI CRISI CONVULSIVA

Le convulsioni sono un disturbo relativamente frequente nell’età pediatrica.

Sono episodi della durata di qualche minuto, costituiti da scosse di una parte del corpo o anche di tutto il corpo, accompagnate in genere dalla perdita di coscienza.

Si ritiene opportuno indicare al personale scolastico il comportamento da tenere nel caso in cui si manifesti un episodio convulsivo nella scuola.

Le misure da adottare sono le seguenti:

  • cercare di coricare il bambino su un fianco, senza guanciale
  • non bloccare i suoi movimenti e sorvegliarlo, affinché non si ferisca
  • non scuotere ne schiaffeggiare il bambino nel tentativo di farlo rinvenire
  • non spruzzare acqua sul viso
  • non dare da bere alcuna bevanda
  • non cercare di rianimare il bambino
  • CHIAMARE IL 118
  • avvertire i genitori

 

  1. I) COMPORTAMENTI IGIENICO- SANITARI

Si ribadiscono le seguenti norme igieniche:

  1. In caso di ferite sanguinanti: proteggere le mani con guanti prima di procedere alla disinfezione; disinfettare le ferite con Amuchina o acqua ossigenata; ricoprire la ferita con cerotto.
  2. Le superfici imbrattate di materiale organico (sangue, secrezioni, feci, urine) vanno

accuratamente pulite con i normali detergenti e disinfettate con ipoclorito di sodio (varechina) nella diluizione di 1 parte di varechina e 10 parti di acqua.

  1. Per il lavaggio delle mani usare sapone liquido e per l’asciugatura usare salviette di carta a perdere.
  2. I distributori di sapone liquido vanno puliti accuratamente prima del ricarico.
  3. I bambini devono essere educati a lavarsi le mani con acqua e sapone dopo l’uso dei servizi igienici e prima del pasto.
  4. Il personale della scuola deve lavarsi accuratamente le mani prima e dopo la somministrazione del cibo e dopo la pulizia degli impianti igienici e dei locali.
  5. In ogni ambiente devono essere a disposizione idonei contenitori per la raccolta dei rifiuti.
  6. Ogni giorno deve essere garantita una buona ventilazione degli ambienti con frequenti aperture delle finestre.
  7. La pulizia dei locali e degli arredi mediante l’uso di detergenti, deve essere quotidiana e scrupolosa. In caso di contaminazione con materiale organico (es. sangue, vomito..), dopo la pulizia accurata con detergenti, occorre procedere ad una disinfezione con ipoclorito di sodio (varechina).
  8. Nei servizi igienici va effettuata 2 volte al giorno la pulizia con detergenti e la disinfezione con ipoclorito di sodio (varechina), usando strumenti (stracci, spugne, scope...) esclusivamente per questi locali.

N.B. Si allegano le “Precauzioni universali” dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (all. n.1).

 

  1. J) COMPORTAMENTO IN CASO DI PEDICULOSI

La prevenzione e il controllo della pediculosi richiedono il coinvolgimento della Famiglia, della Scuola e del Servizio Sanitario.

Si allega il documento che riporta le caratteristiche della pediculosi, le modalità di prevenzione e le modalità operative di affronto dell’infestazione (all.n.2).

Si sottolinea che le indicazioni in merito alla pediculosi, in applicazione delle norme contumaciali ministeriali e regionali prevedono per il soggetto infestato:

1) allontanamento dalla frequenza scolastica fino all'avvio di idoneo trattamento

disinfestante;

2) riammissione alla frequenza scolastica a cura del medico curante.

N.B.

L'eliminazione delle lendini (uova) non è considerata indispensabile per la riammissione; è tuttavia fortemente raccomandata, anche per evitare confusioni diagnostiche.

Si invita la scuola, qualora l’operatore scolastico sospetti casi di infestazione da pidocchi, a darne tempestiva comunicazione alla famiglia, informandola della necessità di un controllo sanitario del bambino presso il medico curante. In caso di rifiuto esplicito del genitore a seguire la prassi raccomandata, la scuola è tenuta a non riammettere il ragazzo in collettività, fino a che non presenta idonea certificazione di riammissione.

Qualora nella scuola si verifichino casi di pidocchi, il personale scolastico è tenuto a informare i genitori della classe in cui si sono manifestati i casi, distribuendo il materiale informativo predisposto (all.n.2), affinché le norme preventive vengano

conosciute e seguite con scrupolo e affinchè il fenomeno sia affrontato in modo appropriato e senza allarmismi.

Allegato N.1

“LE PRECAUZIONI UNIVERSALI”

Ministero della Sanità

  • Ogni volta in cui l’assistenza ad una persona implichi il rischio di venire a contatto con sangue o con altri fluidi biologici contaminati da sangue, è opportuno indossare guanti in vinile.
  • In nessun caso di reale urgenza, quando cioè l’intervento assistenziale non può

essere procrastinato nemmeno di pochi attimi (un esempio classico può essere

rappresentato da un episodio convulsivo), l’assistenza può essere rinviata perché non sono disponibili i mezzi di barriera. In tali casi di emergenza, subito appena superata la fase critica, chiunque abbia prestato il primo soccorso si deve accuratamente lavare le mani e le altre superfici cutanee esposte al contagio di sangue o di altri fluidi biologici con acqua e sapone e far seguire una attenta disinfezione con uno dei prodotti attivi sull’ HIV (alcool etilico, acqua ossigenata, amuchina).

  • Tutte le ferite sanguinanti o altre lesioni cutanee umide devono essere accuratamente disinfettate, sempre utilizzando i guanti di vinile, e poi ricoperte

da medicazioni impermeabili.

  • Le superfici contaminate da sangue o altri liquidi biologici vanno pulite con ipoclorito di sodio diluito 1:10 (la comune varechina).
  • Le stoviglie non richiedono particolari precauzioni; il comune lavaggio a mano

con acqua calda e detersivo o in lavastoviglie è sufficiente.

  • Per la biancheria è sufficiente un normale lavaggio con acqua calda (60° gradi

centigradi).

  • In ogni occasione di utilizzo di aghi o altri oggetti taglienti per l’esecuzione di

terapie, profilassi o prove diagnostiche tali oggetti non devono essere

rincappuciati, sfilati dalla siringa né in alcun modo manipolati dopo l’uso,

bensì riposti in un contenitore rigido e resistente.

  • Il personale addetto alla pulizia dei locali dovrà sempre utilizzare guanti di gomma (comuni, da cucina) da tenere integri e puliti. Le superfici ambientali, come mura, pavimenti o altro, non sono associati alla trasmissione dell’infezione in oggetto. Non sono perciò necessarie procedure straordinarie per disinfettare tali superfici, fatto salvo il caso di contaminazione con sangue.

In tal caso è necessario utilizzare la varechina. Ovviamente la pulizia dei pavimenti, tavoli da lavoro o da gioco e la rimozione della sporcizia devono essere eseguite quotidianamente.

  • Garze, cerotti o altri materiali contaminati da sangue non devono essere manipolati a mani nude in caso di lesioni cutanee.
  • Ovviamente i guanti di vinile, i disinfettanti attivi sull’ HIV e gli altri mezzi di prevenzione citati nelle presenti raccomandazioni devono essere resi disponibili in ogni aula ed in ogni altro locale dove possa essercene necessità di utilizzazione.

 

 

Allegato N° 2

NELLA CLASSE

SI SONO VERIFICATI CASI DI INFESTAZIONE DA

PIDOCCHI DELLA TESTA

COSA SONO E COME COMPORTARSI?

 

Epidemiologia

Dal 1970 in tutto il mondo il numero di persone colpite da pediculosi del capo

(pidocchi) è aumentato enormemente.

In Gran Bretagna è stata documentata un’incidenza del 25% (quasi una cosa “normale”)! Insomma i pidocchi, dopo aver lasciato in pace una generazione dopo la seconda guerra mondiale, stanno tornando alla ribalta.

Anche in Italia si è osservato in questi ultimi anni un notevole aumento del numero dei casi di pediculosi del capo, che colpisce innanzitutto i bambini dai 3 agli 11 anni con focolai epidemici nelle comunità scolastiche.

I casi di denunce nella nostra Regione e nella nostra Azienda Sanitaria in questi ultimi 5 anni sono quintuplicati (le denunce inoltre sono sempre sottostimate).

L’aumento del fenomeno potrebbe essere riconducibile, da una parte alle mutate

condizioni igieniche che potrebbero favorire in qualche modo la diffusione dei parassiti, dall’altra ad una aumentata resistenza agli insetticidi, che potrebbe spiegare una eventuale difficoltà di eradicazione.

Occorre convincersi che la pediculosi del capo non è segno di cattiva igiene e colpisce persone di qualsiasi strato socio-economico.

Si tratta di infestazione benigna, che non comporta nessun pericolo per la salute e non è veicolo di trasmissione di alcuna malattia. Genera però disagio, ansia e può provocare comportamenti di esclusione potenzialmente dannosi.

Per motivi di benessere personale e collettivo è pertanto necessaria una attenta

sorveglianza della persona, al fine di riconoscere tempestivamente la pediculosi e

combatterla in modo efficace.

Definizione

Con il nome di pediculosi si intende l'infestazione dell'uomo da parte dei pidocchi.

Esistono tre tipi di pidocchi che sono parassiti obbligati dell'uomo:

1- il pidocchio dellatesta o del capo responsabile delle epidemie nelle scuole;

 2- il pidocchio del corpo e dei vestiti ormai scomparso dai nostri climi dalla fine della seconda guerra mondiale, capace di trasmettere malattie gravi;

3- il pidocchio del pube ,volgarmente detto piattola, trasmesso per via sessuale.

 

Il pidocchio della testa è un piccolissimo parassita, lungo 2-3 mm., di color grigiobiancastro, che vive sulla testa dell’uomo e si nutre del suo sangue. La femmina deposita ogni giorno 8-10 uova (lendini), che si fissano saldamente ai capelli per mezzo di una sostanza collosa. Dalle uova, nel giro di circa 20 giorni, nascono i parassiti adulti. Al di fuori del proprio ambiente, cioè la testa dell’ uomo, il pidocchio sopravvive solo 1-2 giorni mentre le uova possono rimanere vitali per una decina di giorni senza arrivare alla schiusa.

 

Trasmissione

Il parassita non vola né salta, ma si muove velocemente fra i capelli.

 

Il contagio avviene sia per contatto diretto da persona a persona, cioè da testa a testa (modalità più frequente), sia per contatto indiretto attraverso veicoli come pettini, spazzole, cappelli, sciarpe, cuscini, ecc.

 

Manifestazione

Solitamente il prurito è il sintomo principale: è dovuto alla reazione dell'organismo alla saliva del parassita. Guardando attentamente i capelli (preferibilmente alla luce naturale) è possibile vedere le uova, chiamate lendini, del diametro di meno di 1mm., di colorito biancastro opalescente. Esse sono tenacemente attaccate al capello a 3-4 mm. dal cuoio capelluto e si trovano soprattutto all’altezza della nuca, sopra e dietro le orecchie; assomigliano alla forfora ma da questa si distinguono perché sono fissate ai capelli.

 

Trattamento

Quando si accerta la presenza di pidocchi o uova è necessario applicare sui capelli un

prodotto antiparassitario specifico, preferibilmente sotto forma di crema, schiuma o gel, in libera vendita in farmacia.

I prodotti raccomandati per il trattamento della pediculosi del capo sono costituiti da,

permetrina ,piretrine naturali sinergizzate , in libera vendita in farmacia.

Se il trattamento con permetrina o piretrine naturali, prime opzioni terapeutiche, non si dimostra efficace, un’alternativa è costituita dal malathion.

I prodotti vanno utilizzati scrupolosamente secondo le istruzioni del foglietto illustrativo;

l'applicazione va generalmente ripetuta dopo 7-10 giorni, intervallo di tempo

necessario per la schiusa delle uova non uccise dal primo trattamento.

Vanno inoltre asportate tutte le lendini visibili mediante accurata rimozione meccanica. Per favorire il distacco delle lendini è utile eseguire risciacqui con acqua e aceto e poi pettinare i capelli con un pettine fitto. La biancheria del letto e quella personale va lavata in lavatrice a 60°C; per cappelli, cappotti, sciarpe ecc. una alternativa efficace è rappresentata dalla lavatura a secco o conservazione per 10 giorni in sacchi di plastica. Le spazzole e i pettini vanno immersi in acqua a temperature superiori a 54°C per almeno 10 minuti, in alternativa possono essere sottoposti all'azione dell'antiparassitario usato per il trattamento. Tutti i componenti del nucleo familiare vanno sottoposti ad accurata ispezione dei capelli e, in caso di dubbio, sottoposti a trattamento antiparassitario.

N.B. Un trattamento scrupoloso e paziente risolve il problema, anche se non garantisce da future re infestazioni.

 

PREVENZIONE

Il complesso delle misure preventive riguarda soprattutto la famiglia e la scuola.

 

Famiglia

Gioca il ruolo principale nel controllo della pediculosi.

L’osservanza di alcune norme serve ad evitare o ridurre le infestazioni:

  • pettinare e spazzolare quotidianamente i capelli;
  • lavare i capelli 2 volte la settimana;
  • fare attenzione che i capelli dei bambini non vadano a contatto con quelli di altri, tenendo raccolti i capelli lunghi;
  • controllare accuratamente i capelli dei bambini almeno 2 volte la settimana, per individuare al più presto il pidocchio o le sue uova;
  • educare i bambini a non scambiare oggetti personali (pettini, sciarpe, cappelli, asciugamani);
  • educare i bambini a non ammucchiare i capi di vestiario (a scuola, in palestra, nei luoghi pubblici ….);
  • avvisare sempre tutte le persone che hanno abitualmente contatti stretti con il bambino infestato, affinché possano al più presto mettere in atto le misure preventive sopra elencate.

 

Scuola

L’osservanza di alcune norme serve a ridurre il rischio di trasmissione indiretta dell’infestazione:

- le classi e gli spogliatoi delle palestre devono essere dotati di congrui spazi e di un numero sufficiente di attaccapanni per appendere gli indumenti dei bambini;

- nelle scuole materne e negli asili nido le brandine devono essere dotate di coperte e cuscini personali; la biancheria deve essere cambiata settimanalmente;

- i materassi in uso nelle palestre vanno puliti quotidianamente .

 

ASPETTI OPERATIVI

 

SCUOLA

  • Qualora il personale scolastico sospetti la pediculosi in un bambino (per frequente

grattamento della testa, per informazioni ricevute, per visione diretta delle uova o dei

pidocchi), deve darne tempestiva comunicazione alla famiglia, informandola della necessità di un controllo sanitario del bambino presso il medico curante. In caso di rifiuto esplicito del genitore a seguire la prassi raccomandata, la scuola è tenuta ad allontanare il bambino dalla collettività, fino a che non presenti idonea certificazione di riammissione.

  • Quando nella classe è stato accertato dal personale sanitario un caso di pediculosi, la scuola informa i genitori della classe e distribuisce il materiale informativo predisposto, affinché vengano seguite con scrupolo le norme preventive.

 

 

FAMIGLIA

  • Quando la pediculosi è riscontrata dalla famiglia, essa è tenuta a sottoporre il bambino a controllo presso il medico curante, per verificare la presenza dell'infestazione e ricevere le indicazioni sul trattamento corretto. Qualora sia stata accertata l’infestazione, la famiglia è tenuta ad informare il personale scolastico. La conoscenza dei casi è molto importante per limitare la diffusione della pediculosi nella comunità, perché le famiglie, qualora siano messe a conoscenza del verificarsi di casi nella classe, sono portate a intensificare le norme di prevenzione.
  • Tenere nascosti i casi invece è la causa principale dell'estendersi delle epidemie.

 

MEDICO CURANTE

  • Diagnostica i casi di pediculosi
  • Compila la notifica obbligatoria di malattia infettiva, facendola pervenire con

sollecitudine al Servizio di Igiene Pubblica

  • Informa sulle modalità di prevenzione e di trattamento
  • Prescrive il trattamento disinfestante.
  • .Rilascia il certificato di riammissione scolastica.